Dopo un difficile avvio, la stagione 2006 per la Garganega si presentava fra le migliori degli ultimi anni.
Il prolungarsi del freddo invernale anche a primavera inoltrata, ha causato un ritardo dal germogliamento di almeno una settimana e il pieno sviluppo vegetativo è stato bloccato tra fine maggio e il 1° giugno da un brusco abbassamento della temperatura.
La Garganega in piena fioritura ha sofferto di questa situazione. L’allegagione ha quindi evidenziato grappoli spargoli, preludio di un’ottima qualità.
Questo naturale diradamento ha consentito di avere vigne con una produzione molto equilibrata.
Tale situazione si può considerare abbastanza generalizzata su tutto il territorio.
In seguito il sole di fine giugno e luglio ha favorito un ideale sviluppo dei grappoli proteggendoli anche da ogni problema fitosanitario, infatti, gli interventi contro l’oidio e la peronospora sono stati particolarmente contenuti. Qualche apprensione, soprattutto in alta collina, per il rischio di stress idrico si è riscontrata verso la fine di luglio. Fortunatamente le piogge puntali e ben distribuite nelle prime settimane di agosto e l’abbassamento delle temperature, hanno consentito alla Garganega un’ottima invaiatura recuperando parte del ritardo vegetativo. Le vigne si presentavano quindi nelle migliori condizioni fisiologiche per affrontare la fase cruciale della maturazione.
I numerosi rilievi e controlli operati dai tecnici del Consorzio hanno confermato come i viticoltori si siano impegnati nel riequilibrare, con adeguati diradamenti, i pochi vigneti che rischiavano di non rientrare nei limiti produttivi previsti dal disciplinare.

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