L’inverno 2015/2016 non è stato particolarmente ricco di piogge, escluso il mese di febbraio, con temperature al di sopra della media storica. La stagione ha fatto registrare un avvio ottimale della fase vegetativa per la garganega, il vitigno a madre del Soave, con un germogliamento in anticipo di qualche giorno. Anche nel mese di maggio la situazione meteorologica si è mantenuta ottimale. La fioritura in giugno ha invece risentito delle temperature al di sotto della media e dell’elevata piovosità nei primi 15 giorni del mese, causando acinellature che hanno influenzato la conformazione dei futuri grappoli. Dal punto di vista sanitario alcuni areali hanno presentato problemi di oidio e peronospora, superati però con l’andamento del mese di luglio che è stato caratterizzato da temperature non eccessivamente elevate, ma anche da un’assenza completa di piogge. Le precipitazioni si sono manifestate con buona regolarità dai primi di agosto, accompagnando il vigneto verso una maturazione completa e ottimale. L’annata 2016 si potrebbe definire come una sintesi delle due stagioni che l’hanno preceduta: da un lato l’ottimale gestione delle emergenze sanitarie, con trattamenti quasi ai limiti storici, sulla scia di quanto fatto nel 2015; dall’altro le abbondanti piogge di giugno e di agosto che hanno agevolato la normale attività fotosintetica e vegetativa della garganega. Ottime anche le escursioni termiche tra il giorno e la notte, nel periodo finale di maturazione della garganega, che favoriscono la formazione di interessanti bouquet floreali. L’annata al momento della vendemmia si distingue per l’assenza di fenomeni grandinigeni, l’elevata sanità delle uve, l’equilibrio vegetativo delle viti, le produzioni non esuberanti, un quadro compositivo delle uve nella media delle ultime annate per zuccheri e acidità, ma con ottime opportunità qualitative per gli altri componenti. Il quadro analitico delle uve in vinificazione ci porta ad attendere vini più “classici” e quindi probabilmente più sapidi e floreali.

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